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Nagoro, il villaggio giapponese abitato dalle bambole

14 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Immagina di arrivare in un paesino di montagna e di vedere gente ovunque: un uomo che pesca nel fiume, operai al lavoro sulla strada, una famiglia che aspetta l'autobus. Poi ti avvicini e capisci che nessuno di loro si muove. Sono bambole a grandezza naturale. Benvenuti a Nagoro, in Giappone, il villaggio dove le bambole sono molte più delle persone.

Dove si trova Nagoro

Nagoro è un piccolo villaggio nella valle di Iya, nel territorio della città di Miyoshi, prefettura di Tokushima, sull'isola di Shikoku. È una delle zone più remote del Giappone: montagne ripide, foreste fitte e una sola strada principale, la Route 439.

Un tempo qui vivevano circa 300 persone. Oggi i residenti sono pochissimi: 25 secondo i dati più recenti, di gennaio 2026. Le bambole, invece, sono circa 350. Per questo in Giappone il villaggio è conosciuto come Nagoro Kakashi no Sato, "il villaggio degli spaventapasseri". Kakashi infatti significa proprio spaventapasseri.

Perché è pieno di bambole: la storia di Tsukimi Ayano

Tutto nasce da una donna, Tsukimi Ayano. La sua famiglia aveva lasciato Nagoro quando lei era bambina, e lei aveva vissuto per molti anni a Osaka. All'inizio degli anni Duemila (nel 2002, secondo le guide locali) è tornata al villaggio per stare vicino al padre.

Il primo spaventapasseri l'ha fatto per l'orto accanto a casa, e gli ha dato l'aspetto di suo padre. L'effetto era così realistico che chi passava in auto lo scambiava per una persona vera. Da lì non si è più fermata.

Col tempo ha cominciato a creare figure a ricordo degli abitanti che se n'erano andati o non c'erano più. Ne ha realizzate più di 400, contando anche quelle rifatte quando il sole e la pioggia le rovinano. Ogni bambola è vestita con abiti veri e messa in una scena di vita quotidiana.

Il risultato è un villaggio che sembra ancora vivo, ma racconta in modo molto delicato un problema reale del Giappone rurale: lo spopolamento delle montagne.

Cosa si vede passeggiando

La maggior parte delle bambole è raccolta lungo un breve tratto di strada, facile da girare a piedi. Ecco le scene più sorprendenti:

  • La scuola elementare. Ha chiuso nel 2012, ma le aule sono piene di alunni e insegnanti di stoffa. In una classe ci sono due bambini realizzati come autoritratti dagli ultimi due studenti, vestiti con i loro abiti.

  • La fermata dell'autobus. Un gruppo di bambole aspetta una corsa che non arriverà mai.

  • Il fiume e la strada. Un pescatore con la canna in mano, operai al lavoro, tre uomini seduti ai piedi di un palo della luce.

  • Il vecchio asilo. Riconoscibile dal tetto blu a punta, è anche il laboratorio dove nascono le bambole.

Tre curiosità che pochi conoscono

  • Il "villaggio nel cielo". In giapponese il luogo viene chiamato anche Tenkū no mura Kakashi no Sato, cioè "il villaggio degli spaventapasseri nel cielo", per la sua posizione tra le montagne.

  • Un'artista prima di tutto. Prima delle bambole, Tsukimi Ayano si occupava di scultura e ceramica. Nel villaggio si trovano piccoli oggetti fatti a mano da lei.

  • Una festa d'autunno. Secondo una guida locale, la prima domenica di ottobre si tiene una piccola festa con banchi di cibo e un concorso fotografico. Il premio? Uno spaventapasseri unico. La data va sempre verificata prima di partire.

Nagoro è diventata famosa anche grazie alla TV: nel 2020 è apparsa nel documentario britannico "James May: Our Man in Japan".

Come vederlo dal vivo

  • Periodo migliore: dalla primavera all'autunno. In questi mesi ci sono più collegamenti con i bus locali e l'autunno colora la valle di Iya. In inverno le strade di montagna possono essere più difficili.

  • Dall'Italia e dalla Sicilia: si vola verso Osaka (anche con scalo partendo da Catania o Palermo). Da Shin-Osaka si prende lo Shinkansen fino a Okayama e poi il treno espresso fino alla stazione di Oboke.

  • Gli ultimi chilometri: da Oboke servono due autobus (circa un'ora più altri 40 minuti) fino alla fermata Nagoroshita. Le corse sono poche: per questo l'auto è spesso la soluzione più comoda.

  • Da abbinare: a pochi minuti d'auto ci sono i ponti di liane Oku-Iya Niju Kazurabashi e il villaggio di Ochiai, aggrappato alla montagna.

Un consiglio: Nagoro è un luogo abitato e le bambole sono il lavoro di una vita. Si fotografano con rispetto, senza toccarle o spostarle.

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Nota: orari dei mezzi, aperture della scuola e date della festa possono cambiare. Verificali sempre prima della partenza.

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