Nagoro, il villaggio giapponese abitato dalle bambole
Immagina di arrivare in un paesino di montagna e di vedere gente ovunque: un uomo che pesca nel fiume, operai al lavoro sulla strada, una famiglia che aspetta l'autobus. Poi ti avvicini e capisci che nessuno di loro si muove. Sono bambole a grandezza naturale. Benvenuti a Nagoro, in Giappone, il villaggio dove le bambole sono molte più delle persone.
Dove si trova Nagoro
Nagoro è un piccolo villaggio nella valle di Iya, nel territorio della città di Miyoshi, prefettura di Tokushima, sull'isola di Shikoku. È una delle zone più remote del Giappone: montagne ripide, foreste fitte e una sola strada principale, la Route 439.
Un tempo qui vivevano circa 300 persone. Oggi i residenti sono pochissimi: 25 secondo i dati più recenti, di gennaio 2026. Le bambole, invece, sono circa 350. Per questo in Giappone il villaggio è conosciuto come Nagoro Kakashi no Sato, "il villaggio degli spaventapasseri". Kakashi infatti significa proprio spaventapasseri.
Perché è pieno di bambole: la storia di Tsukimi Ayano
Tutto nasce da una donna, Tsukimi Ayano. La sua famiglia aveva lasciato Nagoro quando lei era bambina, e lei aveva vissuto per molti anni a Osaka. All'inizio degli anni Duemila (nel 2002, secondo le guide locali) è tornata al villaggio per stare vicino al padre.
Il primo spaventapasseri l'ha fatto per l'orto accanto a casa, e gli ha dato l'aspetto di suo padre. L'effetto era così realistico che chi passava in auto lo scambiava per una persona vera. Da lì non si è più fermata.
Col tempo ha cominciato a creare figure a ricordo degli abitanti che se n'erano andati o non c'erano più. Ne ha realizzate più di 400, contando anche quelle rifatte quando il sole e la pioggia le rovinano. Ogni bambola è vestita con abiti veri e messa in una scena di vita quotidiana.
Il risultato è un villaggio che sembra ancora vivo, ma racconta in modo molto delicato un problema reale del Giappone rurale: lo spopolamento delle montagne.
Cosa si vede passeggiando
La maggior parte delle bambole è raccolta lungo un breve tratto di strada, facile da girare a piedi. Ecco le scene più sorprendenti:
La scuola elementare. Ha chiuso nel 2012, ma le aule sono piene di alunni e insegnanti di stoffa. In una classe ci sono due bambini realizzati come autoritratti dagli ultimi due studenti, vestiti con i loro abiti.
La fermata dell'autobus. Un gruppo di bambole aspetta una corsa che non arriverà mai.
Il fiume e la strada. Un pescatore con la canna in mano, operai al lavoro, tre uomini seduti ai piedi di un palo della luce.
Il vecchio asilo. Riconoscibile dal tetto blu a punta, è anche il laboratorio dove nascono le bambole.
Tre curiosità che pochi conoscono
Il "villaggio nel cielo". In giapponese il luogo viene chiamato anche Tenkū no mura Kakashi no Sato, cioè "il villaggio degli spaventapasseri nel cielo", per la sua posizione tra le montagne.
Un'artista prima di tutto. Prima delle bambole, Tsukimi Ayano si occupava di scultura e ceramica. Nel villaggio si trovano piccoli oggetti fatti a mano da lei.
Una festa d'autunno. Secondo una guida locale, la prima domenica di ottobre si tiene una piccola festa con banchi di cibo e un concorso fotografico. Il premio? Uno spaventapasseri unico. La data va sempre verificata prima di partire.
Nagoro è diventata famosa anche grazie alla TV: nel 2020 è apparsa nel documentario britannico "James May: Our Man in Japan".
Come vederlo dal vivo
Periodo migliore: dalla primavera all'autunno. In questi mesi ci sono più collegamenti con i bus locali e l'autunno colora la valle di Iya. In inverno le strade di montagna possono essere più difficili.
Dall'Italia e dalla Sicilia: si vola verso Osaka (anche con scalo partendo da Catania o Palermo). Da Shin-Osaka si prende lo Shinkansen fino a Okayama e poi il treno espresso fino alla stazione di Oboke.
Gli ultimi chilometri: da Oboke servono due autobus (circa un'ora più altri 40 minuti) fino alla fermata Nagoroshita. Le corse sono poche: per questo l'auto è spesso la soluzione più comoda.
Da abbinare: a pochi minuti d'auto ci sono i ponti di liane Oku-Iya Niju Kazurabashi e il villaggio di Ochiai, aggrappato alla montagna.
Un consiglio: Nagoro è un luogo abitato e le bambole sono il lavoro di una vita. Si fotografano con rispetto, senza toccarle o spostarle.
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Nota: orari dei mezzi, aperture della scuola e date della festa possono cambiare. Verificali sempre prima della partenza.




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